Chi Siamo

Curiosi, professori, nerd del computer, amanti del software libero, cittadini di questo mondo e di quello di Internet.

E così è iniziata la nostra storia…

Perchè mai Google ci offre un servizio tanto utile quanto completamente gratuito?
I dati che trovo e cerco nella rete sono liberi, immuni da censure e dal controllo? E se la risposta fosse no, chi monitora e attua le limitazioni?
Il contenuto delle mail che scrivo ad amici, spesso molto personali, oppure le mail che mando per lavoro, sono protette dal gestore che ho scelto? Chi ha l’accesso alle mie relazioni digitali e ai miei scambi nella rete?

Siamo partiti da qui; da semplici domande nate dalla curiosità e dalla frequentazione quotidiana di un mondo, accessibile, amichevole, ricco ma anche segreto, multiforme e oscuro per certi versi.
Il mondo di Internet.
Un mondo fantastico, il mondo dalle svariate possibilità nel tempo di un click, che ci fa viaggiare, conoscere, divertire e allo stesso tempo alimenta le nostre relazioni, ci fa parlare e mantenere un contatto diretto non solo con chi vive vicino a noi ma anche con chi sta molto molto lontano.

Le risposte le abbiamo cercate qui; dentro e fuori la rete, attraverso la conoscenza di chi, per passione oppure per professione, ha indagato le realtà per trovare una strada possibile, chi ha cercato un percorso libero da logiche di mercato e da interessi di lobby, che rivelasse la natura di questo strumento che oggi, più di ogni altro tempo, ricopre un ruolo fondamentale nel nostro vivere il quotidiano.

Abbiamo fatto molte scoperte, alcune incredibili.
Queste sono solo alcune.

Google colleziona le nostre ricerche e le vende a chi offre di più: in poche parole Google mercifica le nostre relazioni per arricchire i propri guadagni. Cede le nostre ricerche personali, trasmette ad aziende e agenzie i nostri interessi, quello che ci piace e quello che vorremmo, le nostre ipotesi di viaggi, le nostre preferenze musicali…

Il web è sotto censura. La SIAE e la lobby di editori hanno introdotto un sistema di censura da usare solo per reati gravi contro l’umanità. E’ bastato meno di un anno, perché venisse usato come meccanismo di sequestro di siti web, a discrezione di un pubblico ministero, rendendo la rimozione di un qualsiasi servizio o contenuto, quasi arbitraria.

Le nostre comunicazioni internet sono di base “sprotette” dai gestori delle webmail. Le informazioni vengono passate di mano in mano, per diversi stati, diverse leggi, aziende e tecnologie. In ognuna di queste tappe possono essere collezionate e utilizzate, del resto, è scritto in quei termini di servizio che abbiamo sottoscritto durante la registrazione. Il diritto alla riservatezza è riconosciuto in tutto il mondo, ma non tiene conto di quello che può risultare dall’analisi di anni di corrispondenza di una persona, di un’azienda, di una città, e le possibilità nelle mani di chi offre servizi gratuiti di collezionare dati sugli utenti.

Internet come il Paese dei Balocchi di Pinocchio, il Paese di Cuccagna o il Paese di Bengodi descritto da Boccaccio.
Il piacere, l’abbondanza e il benessere sono a portata di tutti.
Il prezzo sono le cose che ci sono più care, gli interessi più importanti, le informazioni che fanno parte della nostra vita.

SCAPPARE DAL PAESE DEI BALOCCHI ovvero LA STRADA VERSO LA CONOSCENZA

Queste scoperte non sono le sole: abbiamo trovato anche chi in anni di ricerche, prove ed esperimenti è sceso nelle oscure profondità di Internet per fare luce e chiarezza. Ed ha tracciato un percorso.

Utenti che parlano ad altri utenti. Cittadini che hanno sviluppato tecnologie che chiamano “abilitanti”, che nutrono le società affinchè siano trasparenti, attraverso un approccio partecipativo e non di rappresentanza.
Manuali di auto-difesa digitale; che non solo evidenziano minacce e pericoli della rete ma sono volti alla nascita di utenti consapevoli, dotati di senso critico, che conoscono i propri diritti e riconoscano il proprio valore di utenti.

Perchè ci si è approcciati a Internet come se fosse il Paese dei Balocchi.